Cosa vedere al Marta

Il percorso espositivo


Il Museo Nazionale Archeologico di Taranto, istituito nel 1887, è ubicato nel Convento di S. Pasquale, o dei frati Alcantarini, costruito poco dopo la metà del XVIII secolo. L’edificio è stato ingrandito e risistemato in varie fasi, a partire dal 1903, epoca della ricostruzione delle facciate su progetto di Guglielmo Calderini, mentre l’ala settentrionale è stata progettata da Carlo Ceschi e realizzata tra il 1935 ed il 1941.
Il nuovo percorso espositivo, che tiene conto delle caratteristiche dei materiali della raccolta museale e della possibilità di riferire ai contesti di scavo la maggior parte dei reperti, illustra la storia di Taranto e del suo territorio, sviluppandosi dal secondo al primo piano per fasce cronologiche: periodo preistorico e protostorico, periodo greco (senza tralasciare le tematiche dei rapporti dinamici con il mondo indigeno preromano), periodo romano, periodo tardoantico e altomedievale.

L’inaugurazione del II° piano del Museo Archeologico Nazionale di Taranto – MArTA è avvenuta il 29 luglio 2016. Il nuovo allestimento ripercorre la STORIA di uomini e donne dal Paleolitico fino al IV secolo a. C., ricollegandosi all’esposizione del I° piano del Museo. Il percorso inizia dal secondo piano che mostra le fasi più antiche della storia dell’insediamento in Puglia (Paleolitico e Neolitico) per giungere alla fondazione della colonia greca e alla città classica ed ellenistica.

Il percorso espositivo del Museo, che tiene conto delle caratteristiche dei materiali della raccolta museale e della possibilità di riferire ai contesti di scavo la maggior parte dei reperti, illustra la storia di Taranto e del suo territorio dalla Preistoria all’Alto Medioevo, sviluppandosi diacronicamente dal secondo al primo piano: periodo preistorico e protostorico, periodo greco (senza tralasciare le tematiche dei rapporti dinamici con il mondo indigeno preromano), periodo romano, periodo tardoantico e altomedievale.

La sezione preistorica del Museo espone alcuni reperti dal territorio regionale ma soprattutto è incentrata sull’area di Taranto a partire dal Neolitico (IV millennio a.C.) fino alla comparsa dei centri costieri nell’età del Bronzo (II millennio a.C.), tra cui spicca per la ricchezza dei materiali quello di Scoglio del Tonno, emporio miceneo sito ad ovest dell’acropoli.

Al primo piano, che va gradualmente riaprendosi, ampio spazio è riservato all’esposizione degli eccezionali reperti provenienti dalla necropoli di IV e III secolo a.C., dai monumenti funerari alle tombe con oreficerie delle quali i famosi “ori di Taranto”, in un percorso che si snoda sino alle fasi della romanizzazione.

Nelle sale dedicate a Taranto romana, lo splendore della città all’indomani della conquista è testimoniato dagli arredi scultorei, dalla statuaria e dai pavimenti a mosaico degli edifici pubblici e privati di età imperiale.

Nei corridoi che affacciano sul chiostro, la storia del Museo e della formazione delle raccolte è illustrata dai quadri donati dal Vescovo Giuseppe Ricciardi e da altri reperti confluiti, attraverso acquisti e lasciti, nelle collezioni.